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Ancora proverbi... italiani ed abruzzesi!
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Ancora proverbi... italiani ed abruzzesi!
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In compagnia prese la moglie un frate.
Tutto fumo e niente arrosto.
Gli opposti si attraggono.
Sta bbon Rocco sta bone tutta la Rocca.
(Sta bene Rocco e sta bene tutta la Rocca). PROVERBIO DI TATINO! Che tentava di dirmi che sono egoista!
Li guaie de la pentele li cunosce solo la cucchiare.
(I guai della pentola li conosce solo il cucchiaio).
Teng na zappe, teng na vanghe, che cavole a me ma manche?!
(Ho una zappa, ho una vanga, che diavolo mi manca?!)
La cerque mett la janne.
(La quercia mette la ghianda.) (talis pater..)
L'erba voglio non cresce neppure nel giardino del Re.
La calma è la virtù dei forti.
Una rondine non fa primavera.
A San Benedetto ogni rondine sul tetto.
Meglio soli che male accompagnati.
Scherza con i fanti ma lascia stare i santi.
La classe non è acqua.
Stiip ca truv.
(Conserva che te lo ritrovi.)
Le disgrazie non vengono mai sole.
La lingua batte dove il dente duole.
L'eccezione conferma la regola.
Impara l'arte e mettila da parte.
Pancia piena non crede a digiuno.
Quand la femmene s'lagne vo' la sagiccia, nen vo' la cashtagna.
(Quando la femmina si lamenta, vuole la salsiccia e non vuole la castagna).
Se la femmena move l'anga, o è puttana o poche cià manga.
(Se la femmina muove l'anca o è puttana o poco ci manca).
Si dice il peccato e non il peccatore.
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
A padre avaro, figliuol prodigo.
I migliori sono sempre i primi a scomparire.
I panni sporchi si lavano in casa.
Pancia vuota non sente ragioni.
Ambasciator non porta pena.
Ogni lasciata è persa.
La mala compagnia porta alla mala strada.
A lavar la testa all'asino ci si rimette tempo e sapone.
La notte porta consiglio.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
Chi cerca, trova.
Cchiù pazze de lu pazze è chi lu pazze l'ascolte.
(Più pazzo del pazzo è chi acolta il pazzo).
Parli del diavolo e spuntano le corna.
Ride bene, chi ride ultimo.
Insisti, persisti, perdura e conquisti.
Chi vivrà, vedrà.
Meje nu matt a casa suò che nu savie a casa dell'addre!
(Meglio un matto in casa propria che un savio a casa altrui).
Non tutto il male viene per nuocere.
Il tempo sana le ferite.
Donna baffuta, sempre piaciuta.
La casa nasconde, ma non ruba.
Altezza, mezza bellezza.
La ragione si da' ai fessi.
Nessuna nuova, buona nuova.
La vendetta è un piatto che va consumato freddo.
Non destar il can che dorme.
Ogni promessa è debito.
Scherzo di mano, scherzo di villano.
Ne di Venere, ne di Marte, non si sposa, non si parte e non si da prinicipio ad arte.
Persona trista, nominata e vista.
Cià sind cerqua?! l'accette taje!
(Ci senti quercia? L'accetta taglia).
Le bugie han le gambe corte.
Chi rompe, paga! (ed i cocci sono i suoi).
Chi disprezza, compra.
L'erba cattiva non muore mai.
Memento mori.
(Ricordati che devi morire).
All'Aquile undece mese de fredde e une de fresche.
(All'Aquila undici mesi di freddo ed uno di fresco).
Primo aprilante, piove quarande.
(Se piove il primo aprile, piove per quaranta giorni).
A Carnevale ogni scherzo vale.
Febbraje, curt e malecavat.
(Febbraio, corto e traditore).
Nengue, nengue, se vo' nenguà, s'ho 'ccis lu puorc e s'ho fatte lu pa'.
(Nevica, nevica, se vuoi nevicare, ho ucciso il maiale ed ho cotto il pane).
Niende se fa pe' niende.
(Niente si fa in cambio di nulla).
Lu troppe attrippe.
(Il troppo fa male).
Marchishà, marchishà, tire lu sasse e annasconne la ma'.
(Marchigiano, marchigiano, tira il sasso e nasconde la mano).
Meje 'nu muort 'n case, che 'nu marchishà arrete a la porte.
(Meglio un morto in casa che un marchigiano dietro alla porta).
A stu mond tutte passe, tutte se lassa, e tutte finisce dentre a 'na cascie.
(In questo mondo tutto passa, tutto si lascia e tutto finisce dentro una cassa.)
Che je fa lu fume a lu cammì?
(Che mai potrà fare un po' di fumo ad un comignolo?).
Chi bell vo parì, tutt'e male ha da suffrì.
(Chi vuole sembrare bello, deve soffrire tutti i mali).
'Nu muort, 'na piand' e 'na magnate.
(Un morto, un pianto ed una mangiata).
Li fissarie nasce a Urtone, cresce a la Tesse e more a lu Vaste.
(Le sciochezze nascono ad Atessa, crescono ad Ortona e muoiono a Vasto).
Li fasciule abbotte la panze.
(I fagioli gonfiano lo stomaco senza riempirlo).
L'aque va a lu mare e li pescoje s'arsecche.
(L'acqua va al mare e le pozzanghere si seccano).
Daje e daje li cipoll devent ajie.
(Dalli e dalli le cipolle diventan agli).
Sant'Antonie mezze jennaje, n'ore e mezze de vantaje.
(Sant'Antonio, mezzo gennaio, un'ora e mezzo di vantaggio - di luce).
Predd e pull n'é mai satull.
(Preti e polli non sono mai sazi).
Lu peggie v'é sempre arrete.
(Il peggio viene sempre dietro).
Balzana da uno, non lo vuole nessuno. Balzana da due, più forte d'un bue.
Balzana da tre, cavallo da re. Balzana da quattro cavallo matto.
L'acqua fa marcire i pali.
Cuor contento, il Ciel l'aiuta.
Le bugie han le gambe corte.
Le cose lunghe diventano serpi.
Bacco, tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere.
Acqua cheta rovina i ponti.
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